Redazione "BlogLab"

Blog di Laboratorio -I.C. Anzio IV – Via Ardeatina – Anzio (Roma)

La storia della scuola


LA NASCITAbambini sumeri che studianoCome molti di noi sanno, la scuola è stata inventata dai Sumeri, il primo popolo che abitò la Mesopotamia (attuale Iraq). I ragazzi di oggi si annoiano ad andare a scuola, non la vorrebbero frequentare più e resterebbero volentieri a dormire tutto il giorno. Questi ragazzi non sanno di essere molto fortunati, perché prima la scuola era molto dura.
Solo i figli dei ricchi potevano andare a scuola, dato che solo loro potevano permettersi di pagare i maestri. La scuola aiutava i bambini sumeri a diventare scribi o sacerdoti, ruoli di notevole importanza in quei tempi. La scuola, come detto prima, non era una passeggiata, pensate che i bambini ci restavano dall’alba fino al tramonto! E non è finita qui: appena commettevano qualcosa di sbagliato, anche minimamente, venivano bastonati! Oggi si ricorre ad una piccola nota per “reati” anche più gravi.
Per capire un po’ meglio la situazione dei bambini sumeri abbiamo trovato una specie di pagina di diario di uno di loro, che descrive la sua giornata scolastica:

Vita di un povero scolaro
Quando mi alzavo presto la mattina, mi volgevo a mia madre e le dicevo:” Dammi la colazione, devo andare a scuola!” Mia madre mi dava due focacce e io andavo a scuola.
A scuola l’incaricato della puntualità diceva:”Perché sei in ritardo?”
Io ero impaurito e il cuore mi batteva, entravo davanti al mio maestro e facevo l’inchino.
Il mio direttore leggeva la mia tavoletta, diceva:”Ci manca qualcosa”, mi bastonava.
L’incaricato del silenzio diceva:”Perché parlavi senza permesso?”, mi bastonava.
L’incaricato della condotta diceva:”Perché ti sei alzato senza permesso?, mi bastonava.
L’incaricato di sumerico diceva:”Perché non hai parlato sumerico?”, mi bastonava.
Il mio maestro diceva:”La tua mano non è buona”, mi bastonava…
(Tratto da Wikipedia-I Sumeri)
SCUOLA NEL MEDIOEVO
Nel Medioevo era la Chiesa ad occuparsi dell’istruzione. Le scuole religiose erano sorte per dare vita al nuovo clero, ma c’erano anche delle scuole parrocchiali aperte alla popolazione, anche se le scuole dei monasteri erano aperte solo ai figli dei contadini (i nobili pagavano dei religiosi per istruire i propri figli). Nel XII secolo scompaiono le scuole parrocchiali e sorgono le prime scuole laiche private e pubbliche. Pensate addirittura che un solo maestro poteva avere più di 100 allievi! Durante il XII secolo, sorsero le prime scuole laiche secondarie, destinate agli alunni già capaci di leggere e scrivere e ce n’erano di due tipi:
-le scuole d’abaco
-le scuole di grammatica
Inoltre, nel XII secolo, sorsero le prime università.
SCUOLA NEL RINASCIMENTO E NEL BAROCCO
In questi periodi l’istruzione è divisa tra scuole ecclesiastiche (per formare il clero) e quelle laiche (private e pubbliche). Allora, tra i ragazzi e le ragazze che frequentavano la scuola, pochissimi continuavano gli studi dopo i dieci anni. Durante il Rinascimento le scuole pubbliche divennero gratuite e vennero isitutite le scuole umanistiche. Dalla fine del 400, sorsero le scuole di dottrina cristiana, aperte la domenica ed i giorni festivi per fare catechesi. All’inizio del 600 circa, vennero istituiti i primi collegi gesuiti, che divennero 111 in tutt’Italia alla fine del secolo. All’inizio lì si imparava a leggere ed a scrivere, ma successivamente divennero scuole secondarie. Nei collegi gli alunni erano divisi in 5 classi successive:
-3 di grammatica (ognuna della durata di 1 anno)
-1 di umanesimo (della durata di 2 anni)
-1 di retorica (della durata di 1 anno)
Le lezioni erano svolte in latino, ma per i più poveri se ne facevano anche in volgare.
SCUOLA DURANTE IL PERIODO DELL’ILLUMINISMO
Nel Settecento fu lo Stato a gestire le scuole pubbliche. Per sostituire i collegi gesuiti vennero organizzate scuole laiche e pubbliche. Maria Teresa d’Austria approvò, nel 1774, il progetto di Giovanni Ignazio Felbiger, secondo il quale l’obbligo di studio doveva essere dai 6 ai 12 anni. Con la Rivoluzione Francese la scuola primaria diviene pubblica, obbligatoria e gratuita.
LA SCUOLA DURANTE IL PERIODO DEL RISORGIMENTO
PoichÈ molti bambini rimasero analfabeti o sapevano solo leggere e scrivere, nell’800 si decise di aprire la scuola a tutti. In Italia, nel 1859, la legge Casati affermò che la scuola elementare era obbligatoria ed articolata in due bienni. Nel 1877, con la legge Coppino, le elementari vennero aumentate a 5 anni, con l’obbligo di frequenza per i primi 3.
SCUOLA NEL NOVECENTO
Perfino nel 900 le ragazze, finita la scuola dell’obbligo, la abbandonavano per dedicarsi ad altre occupazioni, mentre i maschi proseguivano gli studi. La legge Orlando del 1904 allunga l’obbligo di studio sino ai 12 anni. Con la riforma Gentile del 1923 nasce la scuola materna (di 3 anni), distinta da quella elementare (di 5 anni) e dalla media inferiore (di 3 anni). Dopodiché si può accedere all’istruzione superiore (il liceo). Quindi l’obbligo viene allungato ai 14 anni. Dopo la Seconda Guerra Mondiale viene stabilito nella Costituzione l’istruzione pubblica, gratuita ed obbligatoria per almeno 8 anni.
LA SCUOLA DI OGGI
Oggi possono finalmente tutti seguire il proprio percorso di studio senza distinzioni. In Italia il sistema scolastico si divide in:
-una scuola materna (non obbligatoria), della durata di 3 anni
-una scuola elementare, della durata di 5 anni
-una scuola secondaria di primo grado (le medie), della durata di 3 anni
-una scuola secondaria di secondo grado(le superiori o liceo), della durata di 5 anni.
Finita la scuola, se si vuole e può (dato che è a pagamento), si prosegue con l’università, dalla durata variabile a seconda della specializzazione scelta.

Considerazioni personali

Secondo noi, è sbagliato considerare la scuola un inferno, poiché ci sono molti bambini sfortunati che, seppure alla nostra età e anche di meno, non possono permettersi di andare a scuola e, quindi, vengono arruolati nell’esercito.
scuola odierna

LA NOSTRA SCUOLA (I.C. ANZIO IV-ex GIOVANNI FALCONE)
Per questo articolo abbiamo voluto intervistare due professori sulle loro idee riguardo la loro professione

La prima professoressa è la professoressa Nicoletta Passaretti.
( R. corrisponderà a risposta)
1.PerchÈ ha scelto questa professione?
R.PerchÈ mi piace comunicare con i ragazzi e trasmettere loro la mia passione
2.Da quanti anni insegna?
R. Circa da dieci anni
3.Perché ha scelto di insegnare lettere?
R.Perché si tratta della materia che preferivo sin da quando ero piccola
4.Cosa avrebbe voluto fare se non avesse fatto la professoressa?
R.Mi sarebbe piaciuto fare l’attrice
5.Cosa l’ha spinta ad insegnare in questa scuola?
R.Perché si trova nel paese dove sono nata e cresciuta, in cui vivo tutt’oggi
6.Le piace la sua professione?
R.Sì e anche molto
7.Quando le è nata questa passione?
R.All’Università
8.Dove le piacerebbe insegnare?
R.All’Università e nei carceri, in cui ci sono persone difficili
9.Ha dei buoni rapporti con i professori? E con gli alunni?
R.Sì, perché sono molto collaborativi e anche con gli alunni, anche se talvolta mi fanno arrabbiare
10.Perché ha scelto di fare il “corso Blog”?
R.Perché, oltre ad essere un approfondimento di italiano, è anche un incrocio con uno stumento molto all’avanguardia, il computer

Il secondo professore Ë il professor José Di Maio.
(Abbiamo deciso di non scrivere le domande,dato che sono le stesse)
1.Dopo gli studi (lettere) mi si è presentata l’occasione, quindi ho iniziato a insegnare grazie a una pura casualità
2.Da undici anni
3.Perché appunto ho avuto la laurea in Lettere.
4.Mi sarebbe piaciuto fare il pittore
5.Soprattutto l’avvicinamento ai miei genitori, visto che prima abitavo molto lontano: a Torino e anche grazie alla presenza del mare
6.Molto, secondo me è uno dei lavori più belli al mondo
7.Quando ho iniziato, visto che prima ancora non la conoscevo
8.Alle superiori per l’età
9.Sì, anche con gli alunni, nonostante i numerosi scontri
10.Perché è molto interessante sapere come reagiscono i ragazzi al di fuori del programma scolastico

Tutti i meriti vanno a:
Migliaccio Rosa Eleonora
/
alunni della II L
\
Carapellotti Matteo

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Questa voce è stata pubblicata il aprile 26, 2013 da in Che storia...la storia!.

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